Un viaggio nell’incubo di Dylan Dog

C’è un silenzio strano, stasera, a Londra. Un silenzio che puzza di polvere, di vecchi fumetti dimenticati in soffitta e di paure che non hanno ancora un nome. Forse è solo il vento che fischia tra i vicoli di Craven Road, o forse è il battito del cuore di qualcuno che ha appena visto ciò che non dovrebbe esistere.

Non abbiate paura. O meglio, abbiatene molta, ma che sia della specie giusta.

Accomodatevi. La porta è aperta (anche se il campanello urla in modo atroce). Non badate a Groucho, sta cercando una battuta che non faccia ridere nessuno, e non fate caso ai vari mostri nel pianerottolo.

In fondo, siamo tutti solo comparse in un film di serie B che qualcuno, lassù o quaggiù, continua a proiettare all’infinito.

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